Quando e come votare: molte trame

Anche a Draghi montante e a spread calante, malgrado un Casini a lui caro usi per Monti (che ha incontrato ieri) l’aggettivo “tonico”, D’Alema sente l’incertezza in cui vivono governo, Quirinale e legislatura, e diffida degli ardimenti di Berlusconi, che approva il presidenzialismo al Senato in un voto do it yourself e rinvia bruscamente, convergendo con le perplessità espresse da Renato Schifani a Napolitano, l’accordo sulla legge elettorale per l’approvazione di mezzo agosto in Senato.
10 AGO 20
Immagine di Quando e come votare: molte trame
Anche a Draghi montante e a spread calante, malgrado un Casini a lui caro usi per Monti (che ha incontrato ieri) l’aggettivo “tonico”, D’Alema sente l’incertezza in cui vivono governo, Quirinale e legislatura, e diffida degli ardimenti di Berlusconi, che approva il presidenzialismo al Senato in un voto do it yourself e rinvia bruscamente, convergendo con le perplessità espresse da Renato Schifani a Napolitano, l’accordo sulla legge elettorale per l’approvazione di mezzo agosto in Senato. Il negoziato underground continua: si parla di modello spagnolo, si parla di un maggioritario alla “mattarellum” con consistente riduzione del numero dei collegi (un modo per bipolarizzare sulle due liste maggiori il numero degli eletti). Bersani è perplesso: è tentato da uno scarto decisivo e finale contro la famosa “inaffidabilità” di Berlusconi, ma è legato da un lato alle preoccupazioni del Quirinale, a quelle continuiste dell’agenda Monti, a un profilo di governo della eventuale vittoria elettorale, all’ansia di anticipare il voto (la nuova legge è necessaria).
D’Alema non è così perplesso, punta invece sul rovesciamento del tavolo e sul voto subito con il Porcellum, la legge attuale che premia le coalizioni e garantisce la maggioranza assoluta. Vuole una vittoria di potere e di sinistra, sa che avrebbe con sé il gruppo Espresso-Repubblica, i suoi rampanti neolaburisti anticav. si muovono per rigettare la responsabilità del voto con la vecchia legge sputtanata sul Pdl “con il quale non si può trattare”. Berlusconi, che vuole giocare per vincere e non è convinto di una soluzione terza, o come dice questo giornale di “unità sovranazionale”, esita e valuta con circospezione. Conosce i rischi del fermo che ha contribuito a imporre alla trattativa sulle nuove regole, intuisce che nell’altro campo c’è chi alacremente lavora perché si sfrutti il vantaggio di un voto “porcellone”, fondato sul maggiore potere di coalizione del Pd che il Porcellum esalta. Niente è ancora pregiudicato, ma se sarà rinviato il voto sulla riforma di una Camera entro agosto, tutto diventa possibile. I coalizionisti dalemiani s’avvantaggiano.